Bulino

Il tratto dell’incisione si pratica con il bulino, utensile già descritto nelle Tecniche Orafe, incbul-042.jpg ma sono molte le differenze per l’applicazione della tecnica di stampa.In oreficeria è fondamentale oltre l’affilatura del bulino, la sua lucidatura, il tratto deve risultare netto, privo di sbavature e fondamentalmente deve essere molto lucido.
Nell’ utilizzo della stampa il bulino deve essere solo affilato, una lucidatura non accurata, non compromette l’esito della stampa, perché il solco è destinato a raccogliere l’inchiostro, e restituisce nella stampa, solo le imperfezioni che si creano sui lati dell’incisione.
Quindi il corretto utilizzo del bulino è visibile solo se l’incisione presenta insicurezze o eventuali correzioni.
L’incisione è molto superficiale, considerate che il solco deve contenere la giusta quantità di inchiostro, e restituire alla stampa l’effetto del chiaroscuro adeguato al tratto inciso, un tratto molto inciso compromette l’esito del lavoro.
Dosare con la giusta pressione della mano il tratto inciso è frutto di molta pratica, sia dell’incisione che della conoscenza del disegno, “>incbul-032.jpgspesso un fattore emotivo può compromettere questo equilibrio, ma conoscendo le tecniche di correzione si può riprendere le incertezze.
Il bulino incide la matrice creando per effetto del taglio delle sbavature che si presentano ai lati, un po’ come l’aratro solca il terreno, queste sono dette “ Barbe “, e come nella tecnica d’oreficeria sono asportate con un apposito raschietto.
Questa tecnica risulta tra le più antiche forme di stampa, si praticava molto in Germania e il più eccelso incisore fu Albrecht Durer, che la utilizzo spesso con la tecnica della Puntasecca.

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